GENOVA, MERCOLEDI' 7 LUGLIO: SI PRESENTA UN LIBRO SUL VENTENNALE DEL G8
Nella splendida cornice del chiostro di via Santa Maria di Castello 33 si tiene, a partire dalle ore 17:00, la presentazione – organizzata da una iperattiva, in questo periodo, Fondazione Diesse – di un libro sul ventennale del G8 di Genova.

Si tratta della nuova fatica del bravo giornalista Giovanni Mari, ex “manifestino” attualmente organico alla redazione del quotidiano locale Il Secolo XIX, dal titolo: “Genova vent’anni dopo. Il G8 del 2001. Storia di un fallimento”.
Prima di addentrarci nel racconto della giornata, permetteteci una piccola polemica: chi scrive ricorda molto bene quali furono all’epoca i comportamenti di chi oggi cerca di farsi pubblicità sfruttando l’anniversario di quei giorni.
In sostanza, fatichiamo parecchio ad accettare senza battere ciglio che, chi all’epoca dei fatti non solo non era in piazza ma bollava un certo tipo di manifestanti come “provocatori” al soldo del ministero degli Affari Interni, il cui titolare era il forzitaliota Claudio Scajola, oggi cerchi di accreditarsi come un sostenitore dei contestatori dell’epoca.
Venendo alla giornata odierna, in prima battuta sembra utile segnalare le parole dell’ex assessore comunale Mario Margini che, finalmente e a distanza di due decenni, dà ragione al partigiano Giotto – presente in platea – per le sue posizioni contrarie alla globalizzazione.
Con riferimento alla partecipazione di Giordano Bruschi al Forum di San Paolo, ed alle convinzioni espresse dalla stessa assemblea, egli fa una affermazione che verrà successivamente ribadita anche dall’ex sindaco Giuseppe Pericu.
«Non avevamo capito che la globalizzazione, al di là dei suoi aspetti positivi, portò l’accentuazione delle disuguaglianze, con l’esasperazione della divergenza tra la ricchezza e la povertà nelle varie zone del pianeta e tra le classi sociali».
Per quanto riguarda i fatti avvenuti nei giorni del summit, il Pericu sostiene che il comportamento delle “forze dell’ordine” nelle piazze fu legittimo, in risposta ala devastazione prodotta da 3/400 Black Bloc, mentre i veri episodi di violenza si registrarono alla caserma di Bolzaneto e alla scuola Diaz.
Per parte sua, il Mari sottolinea le lacune e le sconcezze avvenute nella gestione dell’ordine pubblico, e precisa che trova inconcepibile che il prefetto Giovanni De Gennaro sia uscito totalmente pulito dalla vicenda, nonostante fosse uno dei principali responsabili del comportamento delle “forze dell’ordine” su quelle piazze.
Bosio (Al), 08 luglio 2021
Stefano Ghio - Proletari Comunisti Alessandria/Genova
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